giovedì 23 febbraio 2012   ::  
Comunicato stampa 01.07.2011

Sospeso il blocco dei trasporti sanitari da parte delle associazioni ANPAS


 A fronte degli impegni formalmente assunti dalla Regione Marche le associazioni sospendono le azioni di protesta preannunciate a partire dal prossimo lunedì 4 luglio.

 Preso atto degli impegni assunti verbalmente dei Dirigenti della Regione Marche nell’incontro avvenuto il 29 giugno u.s., e successivamente ratificati con relativo atto formale, in cui si stabilisce che:


 1. Verrà portata all’approvazione della Giunta Regionale nella seduta del 4 luglio 2011 la deliberazione  che proroga fino al 31 dicembre 2011 i rapporti convenzionali scaduti alla data del 31 dicembre 2010;


2. entro il mese di luglio 2011 la Regione MARCHE provvederà all’emanazione dei criteri previsti al co. 6 dell’art. 10 bis L.R. 36/1998 e sue mm.ii. mediante deliberazioni di modifica della DGR n. 1004/2009;


3. entro il mese di settembre 2011 la Regione Marche, d’intesa con ANPAS, provvederà alla definizione delle modalità di rimborso delle spese effettivamente sostenute, secondo quanto indicato all’art. 18  DGR 1004/2009;


4. La Regione Marche garantisce che l’ASUR provvederà con regolarità alle liquidazioni degli acconti sui  rimborsi per le prestazioni rese, secondo i termini di pagamento previsti;


le 48 associazioni ANPAS delle Marche hanno confermato la propria disponibilità, come concordato con i propri rappresentanti, a sospendere tutte le manifestazioni di protesta già annunciate fino al 4 agosto p.v.  continuando a garantire, come sempre, la disponibilità dei propri volontari e dei propri mezzi per i servizi di  trasporto sanitario d’emergenza e programmato sull’intero territorio regionale.

Comunicato stampa 24.06.2011

 

La Regione Marche ferma le ambulanze in tutto il territorio!


A causa dell’immobilità dei politici che non applicano le norme da essi stessi emanate le associazioni di volontariato ormai non riescono neppure a mettere il carburante nei propri mezzi


E’ ormai ben noto che le 48 associazioni ANPAS delle Marche sono ormai da anni alla ricerca della possibilità di veder garantito il loro futuro. Le giuste aspirazioni delle migliaia di soci delle nostre Pubbliche Assistenze vengono da troppo tempo vanificate da politiche regionali incapaci di fornire concrete risposte, da ondivaghe decisioni normative, da pavide condotte amministrative talora sottomesse dagli annosi “ricatti” di uno sparuto manipolo di imprenditori motivati a fare del trasporto sanitario un vero business milionario.


In considerazione di tale situazione, ed avuto riguardo delle recenti evoluzioni del triste quadro già  esistente, i Presidenti delle Pubbliche Assistenze marchigiane hanno deliberato lo scorso 17 giugno a Porto S. Elpidio di procedere alla sospensione dei servizi e delle loro attività a decorrere dal 4 luglio p.v., così da rendere palpabile agli interlocutori politici ed amministrativi quanto possa pesare l’assenza di quel contributo silente che ogni giorno i nostri volontari, da sempre, assicurano al Servizio Sanitario Regionale ed ai cittadini marchigiani, verso i quali la stessa Regione dimostra di non voler capire né valorizzare un irrinunciabile patrimonio di solidarietà e spirito di servizio.

Scendendo nel concreto delle più recenti vicende, pur potendole considerare solo come l’epilogo di un tragico percorso che dura da oltre dieci anni, si segnalano i seguenti elementi su cui dovrebbe vertere l’avvio di un processo di definitiva soluzione, soprattutto a beneficio dei cittadini marchigiani:


A. Dopo alcuni deprecabili eventi occorsi alla fine del 2010 ed alla conseguente approvazione della L.R. 6/2011, quest’ultima non ha trovato allo stato alcun applicazione, non essendo stati emanati i relativi regolamenti attuativi in ordine ai quali i soggetti politici regionali hanno assunto da tempo precisi impegni;


B. non sono stati rimborsati alle AdV i costi effettivamente sostenuti dal 1° gennaio 2010, secondo quanto previsto dalla L.R. 13/2008 e dalla successiva DGRM 1004/2009 (tuttora vigente); le associazioni continuano pertanto a percepire acconti sui rimborsi parametrizzati ai costi presunti del servizio riferiti ad una D.G.R. del 2002 (quindi 9 anni fa!) che, ovviamente, non risultano sufficienti neppure a sostenere le spese vive quotidiane (carburante, manutenzioni ordinarie e straordinarie) necessarie a garantire il servizio;


C. i rapporti convenzionali (già prorogati con DGRM 346/2011) sono inderogabilmente scaduti il 30 aprile u.s.: quindi attualmente le associazioni stanno responsabilmente continuando a garantire i servizi di trasporto sanitario d’emergenza e programmato pur essendo prive di qualsiasi incarico formale da parte del Servizio Sanitario Regionale. In dipendenza di ciò gli organi amministrativi delle Zone Territoriali (ZZ.TT.) hanno già ventilato l’impossibilità di erogare a favore delle associazioni alcun rimborso (e neppure gli acconti di cui sopra), in quanto privi della necessaria “copertura” amministrativa. Peraltro già oggi alcune ZZ.TT., trincerandosi dietro le scarne indicazioni fornite dalla  DGRM 346/2011, non stanno provvedendo a liquidare neppure gli acconti sui rimborsi dal 1° gennaio 2011, determinando insormontabili difficoltà nella gestione delle associazioni;


D. non è stata data alle associazioni ANPAS alcuna possibilità di interloquire con gli enti istituzionali, nonostante ben 2 richieste formali (del 27 aprile e 23 maggio), in merito alla Determina DG/ASUR n. 240/2011, soprattutto per quanto riguarda il contenuto dell’allegato 7 che si ritiene emanato senza alcuna congruenza con il dettato normativo (L.R. 36/98) e nel merito assolutamente avulso dalle effettive esigenze del sistema sanitario regionale;


E. si è dovuto prendere atto della scarsa considerazione da parte delle istituzioni del movimento ANPAS quale fondamentale interlocutore, in quanto rappresentante di 48 associazioni della regione Marche, 7.000 volontari e 30.000 soci, che svolge insieme alla Croce Rossa Italiana ed alle Confraternite della Misericordia bel l’85% dei servizi d’emergenza e programmati nella nostra regione.


In considerazione di tutto quanto sopra indicato le 48 associazioni riunitesi a Porto Sant’Elpidio chiedono quindi a tutti gli enti interessati, per quanto di loro competenza di:

1. emanare i regolamenti attuativi previsti dalla L.R. 6/2011, avviando definitivamente una coraggiosa politica regionale in materia di trasporto sanitario atta a garantire la dignità ed il futuro delle associazioni e scevra dai tanti condizionamenti che l’hanno caratterizzata fino ad oggi;

2. rimborsare i costi effettivamente sostenuti dalle associazioni secondo quanto previsto dall’art. 18 della DGRM 1004/2009, a decorrere dall’esercizio 2010;

3. definire nel dettaglio i rapporti convenzionali, sia retroattivamente che per il futuro;

4. provvedere all’annullamento dell’allegato 7 alla Det. DG/ASUR n. 240/2011, riconoscendo il ruolo di ANPAS in seno al Comitato Regionale per l’Emergenza Sanitaria (CRES) e dell’iter per la definizione di un modello organizzativo del sistema di emergenza in coerenza con i principi della L.R. 36/1998 e sue mm.ii.;

5. riconoscere ad ANPAS Marche, come rappresentante di 48 associazioni, di 7.000 volontari e 30.000 soci attivi nella regione Marche, la giusta dignità di interlocutore attivo ed attento ai bisogni reali del territorio.


In mancanza di risposte concrete a quanto sopra si preannuncia fin d’ora che a partire da lunedì 4  luglio 2011 le associazioni ANPAS non effettueranno più alcun servizio di trasporto sanitariod’emergenza e programmato su tutto il territorio regionale.


Inoltre le associazioni ANPAS delle Marche, con effetto immediato, non parteciperanno ad alcuna attività di Protezione Civile sull’intero territorio regionale, inclusi i lavori preparatori per le attività di assistenza connesse al prossimo Congresso Eucaristico Nazionale del settembre 2011.

 

Comunicato stampa

 

A breve una delibera dell’ASUR potrebbe ridurre l’operatività dell’ambulanza attualmente a disposizione del 118 di Ancona 24 ore su 24

 

A seguito della approvazione delle linee di indirizzo per l’attuazione del Patto per la Salute 2010/2012 e della Legge di stabilità 2011 in materia sanitaria, l’ASUR ha redatto la Delibera n°240 del 28/03/2011 che stravolge il trasporto di emergenza nel Distretto Nord della Zona Territoriale 7 di Ancona.

Questa delibera prevede la riduzione delle postazioni di standby di Montemarciano e Agugliano rendendole, presumibilmente, complementari l’una con l’altra. Ciò significa che l’attuale ambulanza di emergenza presente all’Avis di Montemarciano, in maniera continuativa da più di trent’anni, subirà un dimezzamento del servizio: ciò presupponendo la sua operatività per sole dodici ore al giorno o in determinati giorni o periodi dell’anno.

Nell’anno 2010 l’ambulanza d’emergenza dell’Avis di Montemarciano ha effettuato 1042 servizi di emergenza di cui circa 350 in orario notturno. Tutti servizi svolti perlopiù nel territorio montemarcianese e nei comuni limitrofi, compresa Senigallia, dove nel periodo estivo anche l’Avis interviene, su invio del 118, a supporto delle ambulanze già presenti sul territorio. 

Tale riduzione si colloca in un sistema più complesso di ridimensionamento e riduzione dell’assistenza sanitaria su tutto il territorio. La stessa delibera prevede, infatti, l’eliminazione del Pronto Soccorso all’Ospedale di Chiaravalle e l’eliminazione dell’automedicalizzata posizionata presso la Croce Gialla di Falconara; questa verrà sostituita con un’autoinfermierizzata presso l’Ospedale di Chiaravalle con ridottissime potenzialità di intervento per motivi legali, in quanto operativa con un infermiere piuttosto che un medico.

E’ pertanto facilmente intuibile che la riorganizzazione del sistema, se fosse approvata così come prevista dalla delibera del direttore generale dell’ASUR, porterebbe un grave danno alla comunità montemarcianese e non solo, in considerazione anche del fatto che in area sussistono criticità legate all’AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) e dove risulta inimmaginabile l’assenza di un’automedica e la riduzione delle ambulanze per un bacino di circa 60.000/70.000 abitanti.

Con tale atto andrebbero in fumo tutti gli sforzi fatti in quarantacinque anni di storia per offrire alla cittadinanza un servizio all'avanguardia secondo tutte le ultime indicazioni regionali, tra cui l'adeguamento della sede che ora rispetta tutte le prescrizioni per effettuare i servizi che siamo chiamati a svolgere.

Concludendo questa determina è un ulteriore schiaffo al mondo del volontariato che, dopo le minacce della modifica della Legge Regionale sul trasporto sanitario, si trova di fronte un altro ostacolo per offrire quello standard qualitativo dei servizi che l'ente pubblico non riesce a dare senza l’apporto del volontariato.

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