mercoledì 26 luglio 2017   ::  
I soci

Siamo 400!

Oltre la metà svolge regolarmente servizio in ambulanza; alcuni di questi ed i restanti sono donatori di sangue, autisti per il trasporto sociale e volontari che aiutano l'associazione nelle molteplici attività programmate durante l'anno.

L'attività frenetica di ogni giorno è garantita e organizzata da 5 dipendenti, di cui 4 operativi e 1 in amministrazione.

Servizio Sanitario

 

Il nostro servizio alla cittadinanza

 

La Pubblica Assistenza AVIS di Montemarciano ha iniziato la propria opera nel lontano 1977. Allora l’attività era molto limitata, si facevano servizi sporadici, soprattutto di emergenza, utilizzando solamente tanta buona volontà. L’entità delle attività è molto aumentata nel corso del tempo: per fare dei numeri solo negli ultimi anni si è passati dai 3.500 servizi del 1999 ai 7.000 servizi effettuati nel 2003, dei quali 800 sono stati interventi d’urgenza. I servizi effettuati sono di vario genere: l’emergenza rappresenta la parte più “spettacolare”, per le sirene ed i lampeggianti, ed anche perché spesso ci si adopera per salvare la vita umana. Ma la stragrande maggioranza dei trasporti riguarda invece i servizi cosiddetti secondari (non per importanza) di persone che in ogni caso hanno bisogno di un trasporto assistito, con un mezzo attrezzato e personale preparato. Grande parte hanno anche i trasporti con mezzi speciali, come il pulmino attrezzato specificatamente per il trasporto disabili, e si opera anche nel trasporto sociale per le persone afflitte da handicap.
Quindi sono tanti i soggetti interessati dai servizi della Associazione: persone ammalate, persone non autosufficienti, persone socialmente bisognose di aiuto: proprio a queste persone i Militi delle P.A. prestano ogni giorno la propria opera gratuitamente e volontariamente, aspettandosi in cambio solo un semplice grazie ed un sorriso.

 

 Il parco auto

 

Il parco mezzi dell’Associazione è cresciuto di pari passo con l’aumento delle attività. Il primo mezzo della P.A. AVIS è stato un mitico Fiat 238 ambulanza, mezzo allora perfettamente efficiente ed in grado di fornire il massimo confort (per l’epoca), donato dalla Cassa di Risparmio di Jesi, anche grazie all’interessamento del concittadino Pericle Paladini. A questo si affiancò, dopo pochi anni, un Citroen CX, che assicurò già allora un buono standard nel servizio prestato. Oggi il parco automezzi è formato da 11 unità: vantiamo la presenza di ben 3 Unità Mobili di Rianimazione completamente attrezzate (1 di soccorso avanzato e 2 di soccorso), 2 ambulanze per trasporti secondari, 3 pulmini per il trasporto disabili, 1 mezzo per il trasporto organi, 1 mezzo cassonato per la Protezione Civile e 1 taxi sanitario. Ben 11 mezzi che assicurano all’Associazione la possibilità di poter dare risposte a qualsiasi richiesta, utilizzando sempre il mezzo più idoneo.

 

 

La nostra formazione

 

La recente legge sulla defibrillazione precoce ha aperto nuovi scenari nel soccorso sanitario: essa dà la possibilità anche a personale non medico, dopo aver frequentato un particolare corso con esame finale, aver ottenuto la relativa abilitazione, e successivamente l’autorizzazione da parte della C.O. 118, di poter usare il defibrillatore semiautomatico (DAE), intervenendo su pazienti in arresto cardiaco e quindi in estremo pericolo di vita. La nostra Associazione assicura oggi la presenza in ogni turno di servizio di personale formato all’uso del DAE, ed è quindi in grado di assicurare l’intervento tempestivo, in ogni tipo di situazione estremamente critica, per tentare di far ripartire il cuore.
La formazione è un’altra parte importante della nostra attività. La buona volontà, purtroppo, oggi non basta più: anche al volontario è richiesta un minimo di “professionalità”, perché non ci si deve dimenticare che le nostre azioni influiscono su pazienti, persone che soffrono, persone in stato di necessità; e quindi in ambulanza è necessario raggiungere un elevato grado di preparazione per poter svolgere al meglio quelle operazioni che competono al nostro ruolo; nessun cittadino, oggi, sarebbe disponibile ad accettare un intervento approssimativo solo per la giustificazione classica “io sono un volontario, faccio quello che posso”; oggi il volontario deve saper fare tutto ciò ch’egli viene richiesto e bene! E questo si ottiene solo con corsi continui, e continui ripassi per non perdere l’abitudine, data la occasionale presenza in servizio che il volontario, per la tipologia propria del suo impegno, dà alla comunità.

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